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Ovulazione e stile di vita

ovulazione e stile di vita

E’ ormai certo che alimentazione, stile di vita e fattori ambientali possono incidere sulla nostra salute e sulla fertilità sia femminile che maschile. In particolare, volendo porre maggior attenzione su ovulazione e stile di vita, sono sempre più gli studi che sostengono la tesi che l’alimentazione svolge un ruolo importante nel migliorare l’efficienza riproduttiva, che un elevato peso corporeo è spesso associato a una ridotta fertilità, così come malattie metaboliche, come il diabete, sono spesso correlate con i disturbi ovulatori.

Oltre al cibo di cui ci nutriamo, c’è da tenere anche in considerazione l’ambiente e lo stile di vita. Viviamo a contatto con numerose sostanze inquinanti, con interferenti endocrini presenti nell’aria e nel cibo, con sostanze chimiche presenti nei prodotti che utilizziamo per la pulizia degli ambienti in cui viviamo e per la nostra igiene personale.
Inoltre, lo stress che ci accompagna nella vita di tutti i giorni ha anch’esso un impatto negativo sulla fertilità e sul ciclo ormonale femminile.

Per supportare le diverse fasi ormonali e quindi anche la fertilità, non ci si può limitare semplicemente a delle generiche indicazioni nutrizionali, ma dev’essere svolto un lavoro che intervenga necessariamente su più fronti.

Proprio per questi motivi, nonostante ci siano alcuni fattori per noi difficili da controllare, ce ne sono tanti altri, che invece possiamo modificare e migliorare. Vediamo insieme quali.

Alimentazione

La scelta degli alimenti è uno degli aspetti fondamentali per supportare la fertilità e l’equilibrio ormonale. Bisogna infatti sapere quali alimenti sono più funzionali e come inserirli nello specifico in base alla loro influenza nelle diverse fasi ormonali.

E’ fondamentale ci sia:

  • un sufficiente apporto proteico senza escludere completamente le proteine animali non da allevamenti intensivi (pesce, uova, carne grass-fed);
  • il giusto apporto di grassi, in particolare quelli monoinsaturi (olio extravergine d’oliva) e grassi polinsaturi ω-3 (contenuti in avocado, salmone, frutta secca). Limitare invece i grassi trans presenti soprattutto nei grassi idrogenati, contenuti nei prodotti di origine industriale (margarine, snack, merendine, prodotti surgelati, cibi dei fast-food;
  • la presenza di micronutrienti come alimenti ricchi di folati, zinco, ferro, magnesio, vitamina B12, vitamina B6, vitamina D;
  • una limitazione di alcolici e fonti di caffeina;
  • una stabilità glicemica ed insulinemica, limitando i carboidrati raffinati che, trasformandosi in zucchero, alzano i livelli di glucosio nel sangue. Possono essere sostituiti con cibi integrali;
  • un’attenzione al consumo di soia e derivati che possono interferire con il normale equilibrio ormonale e di conseguenza con l’ovulazione.

Il benessere di utero e ovaie però non bastano, fegato e intestino infatti rappresentano altri due organi fondamentali al benessere ormonale, ma che troppo spesso vengono trascurati.

Nell’intestino avviene l’assorbimento dei nutrienti, vitamine e minerali.
Problematiche come la disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale), l’intestino irritabile (IBS) o infiammazioni, possono contribuire negativamente alla fertilità per una serie di processi diretti e indiretti.

Nel fegato, invece, avvengo i processi di detossificazione e un corretto equilibrio ormonale dipende anche dal buon funzionamento di esso.
Quest’organo ha infatti un ruolo importante nell’ immettere gli ormoni che hanno esaurito la loro funzione nel tratto digestivo, per essere eliminati o riutilizzati. Inoltre è importante per l’equilibrio ormonale in quanto proprio nel fegato avviene la conversione degli ormoni tiroidei da T4 alla forma attiva T3.

Stress

E’ ampiamente dimostrato che alti livelli di stress possono provocare alterazioni nell’ovulazione e stile di vita, nonchè del ciclo mestruale. Diventa fondamentale quindi imparare a gestirlo per evitare che si attivino certi omoni come cortisolo ed insulina che possono interferire negativamente con il ciclo ormonale e la fertilità.

Interferenti endocrini

Gli interferenti endocrini sono sostanze presenti nell’ambiente con una struttura molecolare molto simile agli ormoni e che entrando in contatto con il nostro organismo possono generare risposte ormonali alterate.

Alcuni consigli utili per limitarne l’esposizione possono essere:

  • ridurre il consumo della plastica e sostituirla con i contenitori di vetro o ceramica per la conservazione degli alimenti;
  • consumare prodotti alimentari in vasetto di vetro ed evitare quelli in alluminio o contenitori di plastica;
  • lavare gli oggetti in plastica in lavastoviglie, solo se idonei a supportare le alte temperature;
  • eliminare le parti bruciate degli alimenti;
  • usare pentole antiaderenti integre solo se integre;
  • sostituire le pentole e gli utensili appena compaiono segni di usura;
  • preferire sempre alimenti naturali e freschi, non trattati e lavorati.

Oltre ai criteri sopra citati, anche il fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, mostra elevati rischi che riguardano tutte le funzioni del nostro organismo, incluse quelle riproduttive.

Quindi, alla luce di quanto detto, il mio consiglio è che ogni donna dovrebbe occuparsi della propria fertilità durante tutto l’arco della vita fertile in quanto i cambiamenti attuati pochi mesi prima della gestazione, non permettono, purtroppo, la risoluzione di problematiche da anni radicate, inoltre il feto subisce esso stesso le influenze delle stile di vita materno.

Coltiva quindi, sin dalla giovane età il tuo benessere femminile, ascoltati, impara ad osservare i cambiamenti ormonali e se qualcosa non ti è chiaro, chiedi aiuto. E’ l’unico modo per prendersi cura di lui!

Dott.ssa Erika Coccon
Biologa nutrizionista

Fonti:

Erica Silvestris et al. Nutrition and Female Fertility: An Interdependent Correlation. Front Endocrinol (Lausanne), 2019.

Den Hond E, Tournaye H, De Sutter P, et al. Human exposure to endocrine disrupting chemicals and fertility: A case-control study in male subfertility patients. Environ Int 2015;84:154-60.

 

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